L’economia sociale

(foto di Alessandra Telck)

Sperimentare insieme una strada diversa da quella dello “sviluppo insostenibile” che, numeri alla mano, si è dimostrato fallimentare da ogni punto di vista, economico, sociale e ambientale. Nasce da questa premessa l’impegno di coltivare, nella cornice di “Oltreterra”, quell’economia civile che ha profonde radici storiche nel nostro Paese (grazie alle “Lezioni di economia civile” di Antonio Genovesi della metà del Settecento) e una straordinaria attualità, legata in particolare alla nascita di nuovi modelli d’impresa, come le cooperative di comunità. Un’economia che mette al centro la persona e i beni comuni, il territorio e le sue vocazioni, la felicità pubblica e non il profitto di pochi.

Il progetto ha alcune priorità condivise da tutti i partecipanti agli incontri organizzati nelle diverse edizioni di “Oltreterra”, dalle numerose cooperative di comunità già costituite da Legambiente, Legacoop, Confcooperative, ecc.:

  • Rilanciare il ruolo decisivo che le cooperative di comunità possono svolgere per garantire un futuro alle aree interne del nostro Paese, valorizzando le esperienze positive, come quelle promosse, ad esempio, dalla Regione Toscana;
  • Contribuire alla definizione di una normativa nazionale che riconosca il valore di questo nuovo modello d’impresa, ne definisca in maniera puntuale le caratteristiche, semplificando le procedure di costituzione e riconoscendone la multifunzionalità, per le attività economiche, sociali e ambientali che svolgono;
  • Promuovere nuove filiere di attività, anche nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza: dalla nascita delle comunità energetiche (previste in Italia dall’art. 42Bis della legge 8 del 28 febbraio 2020 e dalla direttiva europea 2018/2001) alla realizzazione del cosiddetto “ultimo chilometro” delle reti digitali, che soprattutto nelle aree montane è ritenuto “non conveniente” dal punto di vista economico, di cui le cooperative di comunità potrebbero diventare proprietarie.

2020

2019