LA CARTA SUL BENESSERE FORESTALE – La carta di Santa Sofia

Santa Sofia (FC) 24/11/2023 – Oltreterra 2023 – Documento finale del tavolo “Turismo forestale del benessere”

Tavolo gestito da Antonio Brunori (PEFC Italia), Lia Cortesi (Slow Food) ed Enrico De Luca (Viaggi e Miraggi).

Sintesi realizzata da Antonio Brunori (PEFC Italia), Enrico De Luca (Viaggi e Miraggi), Ilaria Doimo (ETIFOR), Filippo D’Antuono (TeFFIt), Francesco Meneguzzo (CNR – IBE)

Il tavolo Turismo forestale del benessere ha riunito ricercatori, professionisti, gestori forestali e di piantagioni, operatori turistici, funzionari di parchi e aree protette, guide professioniste ed operatori conduttori del settore per riflettere insieme sullo sviluppo di questa specifica tipologia di turismo in foresta, sulle opportunità e sulle sfide che il territorio deve affrontare per essere attrattivo verso un segmento di turisti ben delineato e in continua crescita, nonché pronto ad accogliere pazienti che auspicabilmente vi saranno diretti per iniziativa del Servizio Sanitario Nazionale.

Una serie di attori stanno alimentando a livello nazionale questo settore in forte crescita con iniziative che sintetizziamo qui come risultato del lavoro del Tavolo:

  • PEFC Italia, con lo sviluppo di uno specifico standard di certificazione del Servizio Ecosistemico “Turismo e ricreazione” con un disciplinare per la verifica dell’Idoneità al benessere forestale di boschi certificati per la loro gestione sostenibile.
  • CSEN, con uno specifico corso di formazione di Operatore “Forest Bathing – DBN (Discipline Bio Naturali)”.
  • Forest Therapy Hub con corsi per Guida al Forest Bathing, per Specialisti in Facilitazione della Connessione con la Natura e per Professionisti di Forest Therapy
  • La Rete TeFFIt, con corsi per conduttori di immersioni in foresta – terapia forestale e di un corso ECM (Educazione Continua in Medicina), accreditato dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), rivolto ai Medici e dedicato alle Prescrizioni Verdi delle Immersioni in Foresta. Teffit gestisce anche ed aggiorna un proprio registro dei conduttori formati.
  • Il progetto “Terapia Forestale Italia”: accordo di collaborazione nazionale per la caratterizzazione e qualificazione scientifica delle aree verdi quali fattori di prevenzione e promozione della salute, incluso lo sviluppo di Stazioni di Terapia Forestale sul territorio italiano, nato sulla base del progetto congiunto tra CNR, CAI e CERFIT (AOU Careggi), per includere CREA, ISS, Università La Sapienza di Roma, Firenze, Padova e Parma (AOU), e Scuole di Psicologia Cognitiva. Tale gruppo si è concentrato in particolare sulla definizione di uno standard nazionale di idoneità dei siti di Terapia Forestale (leader: CREA), sulla definizione del valore economico della Terapia Forestale (leader: Università di Padova), e, attraverso una vasta sperimentazione (1.700 persone, 50 siti in Italia), sulla ricerca e scoperta delle evidenze di grado clinico rispetto a effetti psicologici (ansia, quindi rischio cardiovascolare), e asma infantile, nonché sulla qualificazione di decine di siti in Italia, spesso presso Rifugi CAI (leader: CNR, CAI, CERFIT, AOU Parma, Università di Firenze, ISS).
  • Singoli operatori che animano l’offerta su scala locale e singoli enti e organizzazioni che portano avanti la ricerca sull’argomento e creano percorsi per facilitarne l’uso (ad esempio Etifor, spin-off dell’Università di Padova).

I nodi ancora da sciogliere nel settore del benessere forestale, nonostante le evidenze cliniche, sono molti: la definizione di “turismo del benessere” in generale e la distinzione di “immersioni di foresta” e di terapia forestale, l’effetto distinto e significativo dell’esposizione ai monoterpeni nell’atmosfera forestale, le competenze degli accompagnatori in relazione al tipo di utenti, la domanda da porsi sull’esistenza di un mercato delle tematiche in oggetto, la possibilità di far riconoscere al sistema sanitario nazionale le pratiche di “immersione in foresta” e di “terapia forestale”, anche al fine di garantire un approccio inclusivo e sociale del benessere forestale. Per ciò che riguarda le differenze tra Immersione in foresta (conosciuto anche come “Forest Bathing”) e Terapia Forestale, si concorda sul fatto che siano entrambe pratiche aventi come obiettivo il miglioramento della salute, distinte su due piani:

  • La diagnosi: è tipica delle terapie forestali e implica quindi l’individuazione di una patologia specifica da trattare mediante le terapie forestali stesse. È appannaggio esclusivo di professionisti medici. Infatti, la parola stessa “terapia” indica un trattamento di una specifica malattia e/o sindrome, con un obiettivo clinico prestabilito, che verrà verificato o monitorato secondo protocolli specifici.
  • La conduzione: è lo svolgimento di attività in natura connesse alle immersioni o a terapia forestale. È svolta tipicamente da conduttori formati, che possono essere o non essere del settore sanitario. Nel caso di condizioni di “terapie forestali”, è fortemente auspicato che, a regime, i conduttori debbano avere formazione specifica volta a potere affrontare la gestione di un protocollo ed eventuali problematiche speciali, come del resto già avviene per alcuni dei corsi attualmente proposti. 

Il Forest Bathing è un’attività che punta al benessere, alla promozione di stili di vita sani per evitare l’insorgere di malattie o squilibri e che promuove la connessione, o ri-connessione con la natura attraverso i cinque sensi. Tale pratica può svilupparsi in autonomia o accompagnati da un conduttore che abbia competenze riconosciute legate alla conduzione in sicurezza del gruppo e alla gestione del rischio, e si sente l’esigenza che possa essere identificata in una figura professionale dell’accompagnamento in Natura con la specializzazione delle immersioni in Foresta, al fine di avere degli standard minimi di qualità, che rendano tale pratica riconoscibile, e aiutino l’utente ad orientarsi, evitando figure e pratiche improvvisate.

In Italia ci sono molti boschi, ma è necessario comprendere che i boschi non sono uguali tra loro, e che ciascuno si presta in modo differente per la realizzazione di attività specifiche. È dunque fondamentale che il bosco abbia dei requisiti minimi per i quali i fruitori possano svolgervi attività in sicurezza e con efficacia, in autonomia o accompagnati. La definizione di tali criteri dovrebbe essere la più oggettiva e istituzionale possibile, e in questo senso è condiviso che il CREA, coadiuvato dal PEFC, possa essere l’Ente più idoneo a livello nazionale. Un punto fermo rimane che il bosco debba essere fruibile e il suo accesso garantito, nel tempo e nello spazio; il sito abbia criteri minimi di accessibilità per persone con mobilità ridotta (almeno in alcune sue parti); vi siano sentieri ben mantenuti; ci sia un basso impatto di inquinamento acustico, atmosferico e elettromagnetico; debba prevedere almeno un punto di ricovero o rifugio, ben integrato nell’ambiente, accogliente e attrattivo (si considerino gli esempi del Parco del Respiro di Fai della Paganella – https://www.parcodelrespiro.it/ e in Germania, in particolare Baviera e Meclemburgo – https://doi.org/10.3390/f14061273, https://www.healing-forest-certification.org/). Il bosco stesso dovrebbe essere naturale o rinaturalizzato, oppure, in un bosco gestito, questo abbia caratteristiche assicurate da una certificazione di gestione forestale sostenibile.

Questi requisiti sono stati individuati in alcuni standard validi a livello nazionale, sviluppati in autonomia da enti di differenti settori. La necessità di uniformare questi requisiti per i boschi, ma anche la definizione delle competenze con una visione univoca mantenendo ben distinta la sfera “medico-sanitaria” (che dovrebbe essere indirizzata verso il riconoscimento da parte del Sistema Sanitario Nazionale SSN, per esempio attraverso l’inclusione della terapia forestale tra i Livelli Essenziali di Assistenza – LEA) da quella “ludico-ambientale”, con attenzione alle auspicabili sinergie. In questo modo si delimitano i settori creando sia un mercato del turismo forestale “generalista” sia un’offerta più specializzata orientata all’accoglienza dei pazienti (sul modello del termalismo) che generi benessere e salute e al contempo economia locale nei territori rurali e nelle aree interne e montane. Questo approccio deve prediligere chi gestisce il territorio con una visione sostenibile e rigenerativa. Occorre quindi che siano individuati i criteri generali, o i protocolli, afferenti alla conduzione sia delle esperienze di Forest Bathing, orientate all’offerta turistica, sia delle pratiche di terapia forestale, destinate al riconoscimento quali pratiche sanitarie da parte del SSN.

Ultimo aspetto trattato riguarda la visione democratica del benessere forestale legato alle esperienze di Forest Bathing, per evitare che questo si trasformi in turismo elitario; al contrario il suo approccio dovrebbe essere il più inclusivo possibile, alla portata di tutti. Per esempio, attraverso interventi fiscali a favore dei siti e aree qualificate per il Forest Bathing o per la Terapia Forestale, quindi con valore sanitario riconosciuto e vantaggioso anche per il bilancio sanitario pubblico (presso i quali possano svolgersi anche qualificate esperienze di Forest Bathing).

Requisito essenziale per conseguire questi importanti obiettivi è la diffusione capillare e scientificamente fondata dell’offerta, che passa attraverso la pianificazione di un intero territorio che condivide questa finalità, a partire dalla gestione forestale sostenibile attenta all’impianto logistico in cui praticare queste attività, l’offerta di una rete sentieristica idonea a queste pratiche (a partire dalla rete esistente di sentieri CAI e di strade forestali), e dalla formazione di accompagnatori di Forest Bathing, e di conduttori e coadiutori di Terapia Forestale, formati e competenti.

Documento di sintesi del tavolo “Turismo Forestale del Benessere – Oltreterra 2023” presentato in seduta plenaria il 24 novembre 2023

I nodi da sciogliere nel settore del “benessere forestale” sono ancora molti, tra i quali: la definizione di turismo del benessere, la distinzione tra terapia forestale e immersioni in foresta e natura, le competenze degli accompagnatori, l’esistenza e consistenza di un mercato attuale e potenziale, la possibilità di riconoscimento delle pratiche delle Immersioni in foresta da parte del Sistema Sanitario Nazionale, tutto ciò mantenendo un approccio inclusivo e sociale del benessere forestale.

Per ciò che riguarda le differenze tra Terapia Forestale e Immersione in foresta (Forest Bathing), la terapia forestale riguarda pratiche che devono essere organizzate da professionisti del mondo sanitario, mentre il Forest Bathing è un’attività che punta al benessere, alla promozione di stili di vita sani e di tipo preventivo basato sulla connessione con la Natura, per ridurre la probabilità dell’insorgere di malattie o squilibri.
Il Forest Bathing può svilupparsi in autonomia o accompagnati da un conduttore che abbia competenze riconosciute nel settore e nell’accompagnamento dei gruppi in ambienti boschivi, garantendo condizioni di sicurezza. Fondamentale definire le competenze con una visione univoca, mantenendo distinta la sfera “medico-sanitaria” da quella “ludico-ambientale”, e allo stesso tempo valorizzandone le sinergie territoriali.

Non tutti i boschi si prestano con la stessa efficacia per diverse attività. È fondamentale che il bosco abbia dei requisiti minimi di per cui i fruitori possano svolgervi attività in sicurezza e con efficacia, in autonomia o accompagnati.

Se la pratica del Forest Bathing è vista come prodotto turistico, il bosco deve essere fruibile e il suo accesso deve essere garantito, nel tempo e nello spazio, preferibilmente in un bosco gestito e con certificazioni di gestione forestale sostenibile verificate da enti terzi di certificazione. Sarebbe auspicabile che le pratiche di Forest Bathing e di terapia forestale fossero riconosciute e promosse dal Sistema Sanitario Nazionale, con specifici protocolli per entrambe.

Fondamentale è che il benessere forestale sia inclusivo, per evitare un turismo elitario. I benefici apportati dalle pratiche di Forest Bathing dovrebbero essere alla portata di tutti. Azione fattibile con una gestione forestale sostenibile, attenta all’impianto logistico in cui praticare queste attività con un’offerta di una rete sentieristica idonea a queste pratiche, con la possibilità di scegliere accompagnatori formati e competenti.

Documento finale del tavolo “Turismo forestale del benessere”