
La nuova età del legno ha bisogno di una complementarità di azioni e una sinergia fra gli strumenti operativi e finanziari al fine di avviare una nuova fase di sviluppo della filiera forestale del legno connessa al fine di concretizzare vecchi mestieri e nuove opportunità per le Comunità economicamente e culturalmente legate al bosco.
OLTRETERRA, giunta alla sua undicesima edizione, si conferma una piattaforma di confronto, crescita e scambio, sempre più ricca di giovani, competenze diversificate e approcci multisettoriali. Un risultato importante, ma che ci ricorda anche la complessità delle sfide da affrontare.
Non esistono soluzioni immediate per la filiera del legno: le potenzialità sono numerose, ma altrettante sono le limitazioni concrete. Le opportunità, però, possono emergere solo se si parte dalle realtà locali, tenendo conto delle capacità di approvvigionamento (sia qualitative che quantitative), delle infrastrutture tecniche e logistiche disponibili e della governance territoriale. L’Italia possiede competenze e conoscenze di eccellenza nel settore, ma queste rimangono spesso inespresse. Non possiamo competere sui volumi con altri Paesi, ma possiamo ambire a valorizzare il legno italiano puntando sulla qualità e sulla specificità della nostra materia prima. Ad esempio, l’attuale mancanza di dati precisi sul numero delle segherie in Italia, sui volumi lavorati annualmente e sulle loro esigenze rappresenta un ostacolo che deve essere superato con un lavoro coordinato di mappatura e pianificazione.
Gli Obiettivi per una Filiera Locale Sostenibile
Con un approccio strategico, l’Italia potrebbe sviluppare filiere locali fino a un massimo di 200.000 m³ di volumi lavorati ogni anno, concentrandosi su alcune priorità:
– Valorizzare la qualità del legno italiano. Interpretare normative come l’EUDR, le certificazioni ambientali e i protocolli di sostenibilità edilizia come opportunità per qualificare il prodotto nazionale.
– Incrementare la pianificazione forestale. Creare superfici certificate e sostenibili attraverso l’associazionismo tra proprietari, così da ottenere una visione chiara e concreta delle disponibilità di materia prima nel tempo.
– Rafforzare la governance tra istituzioni e settore privato. Costruire politiche condivise e individuare strumenti finanziari adeguati per le necessità del settore. L’istituzione di tavoli regionali di filiera potrebbe rappresentare un passo significativo in questa direzione.
– Favorire la collaborazione tra operatori della filiera. È fondamentale migliorare il dialogo tra imprese di utilizzazione forestale, prime e seconde lavorazioni, superando la frammentazione attuale.
– Superare stereotipi e valorizzare le specificità uniche del nostro patrimonio forestale. Dobbiamo trasformare la percezione dell’Italia da “Paese ricco di boschi poveri” a “Paese ricco di specificità uniche”.
Un Cambio di Paradigma Operativo
Per garantire filiere sostenibili, occorre un cambio di paradigma che metta al centro il piano di gestione forestale come strumento per:
– Garantire l’erogazione di servizi ecosistemici.
– Assicurare un approvvigionamento costante, continuo e di qualità per le imprese.
Le imprese forestali, a loro volta, devono diventare veri custodi del territorio. Questo richiede contratti a lungo termine che le trasformino da semplici utilizzatrici di lotti a gestori del territorio. È necessario coordinare meglio la relazione tra i piani di gestione e le esigenze delle imprese, così da garantire continuità nell’approvvigionamento tramite aste o piattaforme logistiche. Un altro elemento chiave è la creazione di reti logistiche locali e piattaforme per accrescere la conoscenza delle opportunità esistenti. La valorizzazione dell’uso a cascata del legno e la pianificazione dello scambio di conoscenze rappresentano strumenti fondamentali per il successo della filiera.
Formazione e Innovazione
La formazione permanente è imprescindibile. Figure professionali come il wood manager potrebbero rispondere alle esigenze di un settore sempre più specializzato, fornendo competenze per valorizzare il prodotto legno e rispondere a standard di qualità e sostenibilità. Inoltre, è necessario promuovere politiche incentivanti, ad esempio:
– Premiare l’uso del legno negli appalti pubblici.
– Valorizzare l’origine nazionale e la riduzione dell’impronta carbonica nelle costruzioni pubbliche.
Conclusioni
Per raggiungere questi obiettivi, è fondamentale introdurre una figura di coordinamento, il Forest Manager, che rappresenti il punto di raccordo tra boschi, imprese e istituzioni. Questa figura dovrebbe nascere in seno alla multidisciplinarietà e allo spirito innovativo di OLTRETERRA, incarnando la visione di una filiera forestale italiana sostenibile, integrata e orientata al futuro.