L’idea

OTLRETERRA, dal 2019 progetto di interesse nazionale di Slow Italia, prende origine dagli Stati Generali delle Comunità degli Appennini di Slow Food Italia realizzati fra Emilia-Romagna e Toscana nel 2013. Il suo scopo è quello di promuovere azioni economiche sostenibili e replicabili per la montagna Italiana offrendosi come luogo e momento di confronto fra quegli Enti, Associazioni e portatori di interesse che amano lavorare assieme per promuovere l’idea di una MONTAGNA che tende alla “qualità totale”.

OLTRETERRA vuole rappresentare quelle terre “oltre” il mare delle pianura Italiane che, spesso, si dimenticano dell’importanza che riveste la montagna che vive anche per loro e sopra di loro.

Una montagna ricca di popoli che sono diventati custodi di patrimoni naturali che sempre maggiore importanza rivestono e rivestiranno nel futuro del pianeta. Una montagna custode di patrimoni naturali e culturali fatti di storia e tradizioni che rischiano di scomparire perché legati alla tradizione della manualità e dell’oralità di popolazioni che per secoli hanno vissuto in montagna, con la montagna.

L’obiettivo che si pone OLTRETERRA è quindi quello di facilitare l’accesso alla RICERCA alle COMUNITA’ presenti nel territorio montano italiano. Una mutualità che si ottiene solo attraverso un reciproco riconoscimento che, attraverso un costruttivo confronto, pone sullo stesso piano le esigenze delle Comunità Montane e le risposte possibili del mondo della ricerca. Un rapporto non mediato da contratti o da protocolli, ma dall’opera di quelle associazioni e di quegli Enti che, dal 2014, lavorano per una montagna migliore per chi la vive nel rispetto della dignità dell’uomo che la abita e dell’ambiente che in questi luoghi ancora si conserva.

Oltreterra è un’idea che si rinnova continuamente al fine di affrontare i diversi temi che compongono le economie sostenibili della montagna Italiana partendo dall’uomo consapevole, quella persona per noi basilare nel processo di reciproca conservazione uomo-natura.

Oltreterra opera nel corso dell’anno per materializzarsi nelle proprie edizioni annuali rese possibili dal sostegno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, di Romagna Acque – Società delle Fonti e la collaborazione di Legambiente di C.R.E.A., di P.E.F.C. Italia, dell’Università di Firenze di S.I.S.E.F. e di tante altre Istituzioni ed Enti di Ricerca che credono nella possibilità di una collaborazione diretta, anche fuori dagli schemi tradizionali.

Oggi Oltreterra è una pluralità di pensieri materiali che si sviluppano attorno ai tanti temi fondamentali per il mantenimento di queste meravigliose montagne e delle sue Comunità che, in sintesi, possono essere così riassunti:

Le mense agricole scolastiche

Il primo progetto che Oltreterra ha affrontato è stato quello dedicato alle mense scolastiche. Un’idea in grado di migliorare l’alimentazione nelle scuole e garantire l’accesso al mercato per le aziende agricole del territorio. Un progetto che si sviluppa partendo dalle aziende agricole stesse attraverso il percorso di seguito riportato (continua a leggere)

Il Turismo consapevole e sostenibile

Il turismo è una delle forme di economie che, sempre con maggior forza, trova dimensione in montagna. Ci sono montagne dove è diventata preminente, altre che possono invece pensare al turismo come forma integrativa di reddito. Per questo Oltreterra affronta il turismo come una possibile forma di economia per la montagna, ma mantenendo il proprio obiettivo sulla sua sostenibilità. Per questo motivo abbiamo sempre dato particolare importanza alle iniziative che concepiscono la sostenibilità come primo e fondante elemento di tutte le forme di economie possibili, come avviene per le Festesaggie, una forma di promozione dei territori che parte da chi i territori li vive e in essi produce in modo sostenibile (continua a leggere).

Gestione forestale consapevole e sostenibile

Un pilastro del progetto è la “GESTIONE FORESTALE CONSAPEVOLE E SOSTENIBILE” a cui a noi oggi piace aggiungere la parola durevole. Una gestione forestale attiva, come indicato nel Testo Unico forestale del 2018, perché crediamo che sia possibile e necessario generare nuova economia in montagna riposizionando la pratica selvicolturale, supportata dalla ricerca sperimentale in un’ottica di tutela del bosco nel solco, però, di una tradizione selvicolturale secolare. La foresta, da sempre una risorsa basilare per la montagna italiana. (continua a leggere)