
Termina Oltreterra 2024, un’edizione chiave del nostro progetto per la montagna italiana.
Per la prima volta abbiamo provato ad affrontare le problematiche delle terre alte abbandonando l’approccio alla singola tematica per avventurarci nei meandri del “sistema montagna”.
Non più l’Accordo di Foresta, su cui però ancora si lavora alacremente, ma il sistema foresta di cui l’Accordo è comunque perno; non più la singola attività turistica, ma il sistema turismo; non più il pascolo ma la coesistenza nelle aree aperte e, in questo modo, avanti fra i meandri della geografia nelle scuole, l’importanza dei castagneti tradizionali e quella dei nuovi abitanti delle nostre comunità.
Una nuova metodologia, quella adottata quest’anno, che offre il fianco a tante problematiche che solo persone mature, capaci di collaborare e noncuranti del proprio interesse personale possono proseguire nell’insegnamento del buon prete di Barbiana che ci segue fin dalle prime edizioni.
Questa è la sintesi di Oltreterra 2024, in bilico nei risultati fino alla colazione del venerdì mattina, dove inseguivamo quel tassello mancante al sistema che rischiava di far cadere un castello che, fino a quel momento, ci sembrava fragile, seppur nella sua imperiosa e straordinaria capacità di dare risposta alla domanda di sempre. “Come mettiamo a terra questa macchina quasi perfetta affinché ci porti in una nuova era?”.
La risposta, non scontata, è arrivata quasi forzatamente, senza possibili alternative. Fornendo competenze (e qui tornano in ballo il buon prete di Barbiana e, per noi Fiorentin-Galeatesi, il buon Don Carlo Zaccaro). Formando quelle persone in grado di divenire collante fra la macchina (normativa, amministrativa e finanziaria) e il territorio nel quale si deve operare.
Formare tecnici affinché siano padroni della scienza applicata, della macchina burocrazia e della finanza ma, soprattutto, del territorio in cui dovranno operare, animando le imprese e le comunità in modo che diventino un tutt’uno capace di costruire la montagna che da sempre ci immaginiamo.
Quello che Oltreterra ha ribadito in tre giorni di lavoro è che la montagna, con coraggio e consapevolezza, deve invertire il racconto della mancanza di opportunità e offrire servizi per le comunità e le persone, puntando sulla crescita dei servizi per l’infanzia e dei giovani investendo, senza riserve, in asili nido di comunità, biblioteche e scuole di musica anche allo scopo di diventare territori attrattivi e formativi anche per i neopopolanti.
Sono quei giovani che ogni anno aumentano ad Oltreterra e che con autorevolezza accompagnano i creatori del progetto inserendosi, gradualmente, nella sua gestione organizzativa e nella costruzione delle risposte da dare al paese che ci fa dire che questi UNDICI anni di lavoro per la montagna sono stati spesi bene e che, soprattutto, la nostra montagna ha un futuro. Continua ad essere nostra la responsabilità di essere conseguenti, continuando a lavorare uniti, dimostrando loro che esiste anche un mondo diverso da quello narrato, dove tutti sono capaci di togliersi la propria quotidiana divisa per perseguire, insieme, il bene comune.
Grazie a tutti cari amici delle TERRE OLTRE, per la vostra amicizia, per il vostro aiuto gratuito, per le vostre straordinarie competenze al servizio di tutti. Tanta strada abbiamo fatto insieme e tanta altra spero ne faremo ancora.
Lo staff di Oltreterra